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La statistica incontra gli studenti e le scuole: un’esperienza con gli studenti delle scuole superiori toscane

SPERIAMO CHE SIA FEMMINA è un film di Mario Monicelli del 1986. Una classe composta di sole ragazze ha svolto una ricerca dal titolo: “Speriamo che sia femmina, la Toscana al femminile” e con questo lavoro ha vinto il primo premio nel concorso “Conosci la tua regione con la statistica”. L’iniziativa, patrocinata dalla Società Italiana di Statistica, con il sostegno dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, ha visto la partecipazione delle scuole medie superiori della Toscana. Gli studenti sono stati invitati a svolgere una ricerca cimentandosi con numeri, grafici e tabelle con il supporto dei loro insegnanti. La partecipazione delle scuole alla IV edizione del concorso del 2007-2008 è stata ampia: dodici classi hanno completato e presentato le loro ricerche, impegnando oltre 200 ragazzi e i loro insegnanti. Questi ultimi hanno seguito i loro studenti con grande impegno ed entusiasmo, confrontandosi con una materia nuova per alcuni di loro. Alcuni docenti del Dipartimento hanno partecipato a questo progetto organizzando incontri con gli studenti e i loro insegnanti (parte del materiale utilizzato è disponibile sulla pagina WEB del Concorso). I temi che gli studenti hanno scelto di approfondire sono molto vari, e vanno dall’attenzione alla scuola e al lavoro -  gli ambiti che costituiscono il loro attuale e futuro centro di gravità - ai rapporti con la famigliaFamigliaInsieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune (anche se non sono ancora iscritte nell’anagrafe della popolazione residente del comune medesimo). Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona. di origine - genitori e nonni - a significare uno sguardo ai rapporti intergenerazionali e alla famigliaFamigliaInsieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune (anche se non sono ancora iscritte nell’anagrafe della popolazione residente del comune medesimo). Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona. che forse andranno a costruire, ma non mancano gli studi sui fattori di rischio con cui loro e i loro coetanei si trovano – se così si può dire – a combattere: alcool, droga e incidenti stradali. Il percorso concettuale, spesso descritto con acume e fantasia, si è accompagnato alla ricerca delle opportune statistiche che ne costituiscono l’ossatura documentaria e conoscitiva e nel contempo la “giustificazione” dell’evidenza, e quindi della scelta. Una sintesi delle ricerche presentate è raccolta in un volume pubblicato dalla Regione Toscana e disponibile sulla pagina WEB del Concorso.

Per la Commissione che ha esaminato i lavori non è stato facile decidere chi premiare. La ricerca “Speriamo che sia femmina, la Toscana al femminile” è stata premiata per l’originalità, la fantasia e la cura del lavoro, basato sull’elaborazione e presentazione di dati provenienti da fonti diverse (Anagrafe, Ministeri della Pubblica istruzione e dell’Università, Camera di Commercio, ASL, ISTAT) che vanno a formare un mosaico nel quale il collante è rappresentato dal mondo al femminile: così è nata “Midea”, una bambina che la “Statistica” segue da vicino, attraverso rilevazioni ufficiali, per un arco di vita che va dalla nascita all’attesa di un figlio, che, appunto, “speriamo che sia femmina”. La storia di Midea è raccontata da una bionda signora vestita in modo un tantino eccentrico: la “Statistica” in un fumetto molto originale (in Power Point).

La rilevanza di questa iniziativa si colloca opportunamente nel contesto della scuola italiana, dove l’insegnamento della statistica non trova ancora un’adeguata collocazione.

Nella società in cui viviamo, basata sull’informazione e sulla conoscenza, i cittadini dovrebbero avere la capacità di comprendere e utilizzare correttamente la grande quantità di dati e statistiche (ufficiali e non) diffuse quotidianamente dai mezzi di comunicazione. Questo aspetto è così importante che, nel ridefinire le competenze di base che i giovani italiani devono possedere a conclusione dell’obbligo scolastico, il Decreto Ministeriale del 22 agosto 2007 inserisce nel così detto ‘asse matematico’ una serie di ‘competenze’ statistiche. Tanto per fare un esempio, si richiede che lo studente sia in grado di “Analizzare dati e interpretarli sviluppando deduzioni e ragionamenti sugli stessi anche con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, usando consapevolmente gli strumenti di calcolo e le potenzialità offerte da applicazioni specifiche di tipo informatico” e nell’elenco delle abilità/capacità è scritto testualmente che lo studente deve saper ‘raccogliere, organizzare e rappresentare un insieme di dati’ (all. A al Decreto).

Nonostante la conoscenza della statistica sia rilevante in tutti i campi del sapere e sia indispensabile nella vita quotidiana, nella scuola italiana il suo insegnamento non occupa ancora il posto che le spetterebbe: basti pensare che nel suddetto Decreto la parola statistica non è mai utilizzata e che molti degli insegnanti di matematica che sono chiamati a trasmettere le competenze ‘statistiche’ ai propri studenti non hanno nel loro curriculum universitario alcun esame di Statistica. È quindi fondamentale adoperarsi per una diffusione della ‘cultura statistica’ tra i giovani e tra i loro insegnanti. A questo fine è significativo il raccordo tra gli statistici accademici, gli enti del sistema statistico nazionale (come l’Istat e gli uffici di statistica della Regione, dei Comuni, delle Province), e il sistema scolastico, impegnato a promuovere lo studio delle discipline scientifiche e il raggiungimento delle “competenze chiave di cittadinanza” e delle “competenze di base” connesse con il nuovo obbligo di istruzione in Italia. Inoltre, la promozione di un utilizzo consapevole del patrimonio informativo e statistico pubblico si ricollega all’obiettivo più generale di promuovere la partecipazione e la democrazia e di rendere effettivo l’esercizio dei diritti vecchi e nuovi per il più ampio numero di cittadini.

L’esperienza maturata in questi ultimi anni dal Dipartimento di Statistica “Giuseppe Parenti” dell’Università di Firenze ci ha mostrato che la collaborazione tra docenti di statistica e insegnanti di matematica può facilitare questo processo di diffusione. Il Dipartimento di Statistica e l’Ufficio di Statistica della Regione Toscana organizzano da alcuni anni, in collaborazione con l’ISTAT, il Comune di Firenze e la Provincia di Firenze, oltre al concorso illustrato sopra (finanziato dalla Regione Toscana) una giornata di riflessione dedicata al mondo della scuola sul significato e sul valore dell’informazione statistica. Durante questa giornata si sono avuti gli interventi di Saverio Gazzelloni (Istat), di Massimo Livi Bacci (Senatore della Repubblica e docente di DemografiaDemografiaIl complesso di analisi descrittive e investigative volte a studiare le caratteristiche strutturali e dinamiche delle popolazioni umane, nei loro aspetti biologici e sociali e nelle loro interazioni. dell’Università di Firenze), di Eugenio Giani (Assessore alla Statistica del Comune di Firenze), di Federico Gelli (Vice Presidente della Regione Toscana, con delega alla Statistica).

Per saperne di più

CIRDIS Centro Interuniversitario di Ricerca per la Didattica delle Discipline Statistiche

IASE International Association for Statistical Education

INDIRE Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’autonomia Scolastica

Induzioni: demografiaDemografiaIl complesso di analisi descrittive e investigative volte a studiare le caratteristiche strutturali e dinamiche delle popolazioni umane, nei loro aspetti biologici e sociali e nelle loro interazioni., probabilità, statistica a scuola rivista semestrale pubblicata con il patrocinio della Società Italiana di Statistica, fondata da Enzo Lombardo e diretta da Maria Gabriella Ottaviani.

INVALSI Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione

Progetto Mat@Abel

Inserito il 8 settembre 2008 da Carla Rampichini